Cesarina, Erminia e Cosima, rispettivamente nonna, figlia e nipote, nel raccontare le proprie vite, ognuna in prima persona e con un tono e uno stile che le contraddistinguono, riescono a trascinarci nell’ intreccio avvincente di una saga familiare tutta al femminile.

La forza del racconto sta nell’oralità dei suoi personaggi.

Quella di Cesarina che sembra germinare direttamente dalla pancia sicula di questa donna, con il suo italiano frammezzato al dialetto,quella di Erminia che, al matrimonio della figlia Cosima, racconta di sé in un italiano in punta di forchetta catturata nel vortice di desideri traslati da lei alla figlia ed infine quella di Cosima, bambina goffa, maldestra e un po’ mascolina, ragazzina ribelle ed anticonformista che si rivela sempre più una bambina poco adatta a realizzare quei desideri e che, nel gioco della narrazione e attraverso i suoi errori ortografici, ci descrive i suoi sentimenti verso la donna amata.

Romanzo di ampio respiro con riferimenti diretti ed espliciti ad eventi storici precisi accaduti nell’arco di quasi un secolo : guerre mondiali, emigrazione, fascismo, dittatura in Brasile.

 

Vite segnate da pesanti conflitti e grandi amori, accomunate dal desiderio di memoria e di parola e dalla difficile arte del ricominciare sempre da capo, «montando e smontando, per poi rimontare».