Al Bicerin !

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Ma che bella Torino. E che forti emozioni. Sentire le parole scritte trasformate in voce, espressioni…Vedere le parole scritte trasformarsi in luoghi, gusti… Trovare il ” Bicerin ” proprio li, davanti alla chiesa della Consolata.
Diceva Erminia, nelle Strade del Mare :
” Accompagnava spesso la madre in sartoria e credo mi avesse scelta fra tutte quelle belle ragazze perché, uscendo una sera, me lo sono trovato davanti che mi invitava a prendere una cioccolata calda.
Al Caffè Bicerin, davanti alla Consolata, proprio a due passi dalla sartoria.
Alla Consolata entravo quando potevo per una preghiera e per riaffermare il mio voto.
Volevo un marito bello come il sole, un signore, che mi portasse via da tutto quel patire e che mi liberasse dal peso di mia madre.
Tutto quell’oro mi abbagliava, sembrava potesse cascarmi addosso, sembrava potesse in qualche modo aiutarmi.
Quale locale più adatto a un primo incontro fra un giovane della Torino bene e una piccola sartina?
In quel momento però le differenze non ci sembravano così pesanti.
Penso che il Bicerin sia stato il primo locale pubblico dove non esistevano le disuguaglianze sociali. Davanti alla bevanda fumante e calda eravamo uguali, popolane e signore.
Era quindi molto più facile per Antonino potermi guardare negli occhi mentre bevevamo il nostro bicerin.”