Piera Zani - insegnante Rezzato (BS) 28 maggio 2014

Tre donne e un unico destino.
Tre donne, tre vite che scivolano sul secolo breve.
Tre donne diverse e un unico viaggio, andare e tornare, su e giù lungo le rotte atlantiche, fermarsi quel tanto che basta per costruire una vita tutta intera, marito, casa e figli, e poi di nuovo ripartire.

Tre generazioni che si passano la palla, tre storie che si intrecciano per raccontare un'unica vita, come se dentro di noi albergassero, discutessero e talvolta persino vivessero tutte e tre insieme: la nonna, la mamma e la figlia.
Non siamo una, siamo tre, le loro storie ci costruiscono, ci raccontano, ci fanno essere quello che siamo diventate.

La potenza di tre donne, delle loro scelte spericolate, sullo sfondo di un mondo travolto dalle guerre.
La sfida che ognuna di queste tre donne porta alla vita, lasciando i luoghi dove avrebbe potuto sentirsi "sicura", un continente, una casa, per scegliere sempre una nuova libertà, pagando un prezzo grande, ma dimostrando sempre che la libertà quel prezzo lo vale sempre.

Non ci stanno queste tre donne nei confini prestabiliti, non ci stanno ad accettare il mondo così come gli viene imposto, rompono gli schemi, rompono gli argini, sono sempre pronte a salpare tra queste due rive dell'Atlantico, che separano e uniscono la loro vita, in una continua tessitura, dove le loro scelte costruiscono famiglie diverse, più vive, più inserite nel mondo, più partecipi delle storie di tutti.

E queste tre donne lì, sulla sponda del mare, fra Sicilia e Porto de Santos.

Caterina Signorini - Venditrice Metalmeccanica Concesio (BS) 27 maggio 2014

Da tanto, tanto tempo Rosi raccontava che stava scrivendo un libro fino a
quando, quasi all'improvviso, in una sera come tante altre, si è presentata con
una 'brutta copia' tra le mani e mi ha chiesto di leggerlo.
Allora il titolo non era stato pensato e io, dopo averlo letto, ne avevo dato
uno mio: Oltre l'oceano.
Pagina dopo pagina Cosima, Erminia e Cesarina, le tre protagoniste, sono state
capaci, con la loro forza e il loro coraggio, di accompagnarmi in un viaggio
emozionante lungo le 'strade del mare', tra la Sicilia e il Brasile,
coinvolgendomi nelle loro vicende personali attraverso tanti eventi che hanno
segnato un secolo di storia.
Grazie Rosi per aver condiviso una parte di te.

Viola Shkembi - Libero Professionista Rezzato- BS 23 maggio 2014

Ho smesso di cercarti già nelle prime pagine Rosi, mi sono quasi dimenticata che era scritto da te, non ho rincorso più la tua risata rumorosa, altri odori e rumori si sono mescolati in questo viaggio di donne su e giù per l' oceano. Le vigne, la dittatura, la musica e soprattutto la cantilena tipica dei ricordi che saltano, si perdono e si ritrovano. Mi ha emozionato l'odore del sud, l'odore dell'abbandono e della speranza tipica del sud e aver sentito da molto vicino questa tua voce narrante.
Che dire, ce l'hai fatta!!! Non tutti riescono a far uscire fuori la propria voce.

Susanna Scrivo - tradutrice/saggista Roma 20 maggio 2014

Un romanzo che ricorda le atmosfere di Nuovomondo di Crialese, emozionante e commovente come solo può essere l'avventura del viaggio, dell'amore, della vita.

Michela Villotta Udine 20 maggio 2014

Cara Rosi ho avuto l’onore di leggere una delle prime bozze del tuo libro quando eri ancora lontana dall'immaginare che sarebbe stato pubblicato.
Ero incuriosita e impaziente di ritrovare sulla carta la storia della tua famiglia che spesso mi avevi raccontato, di vedere come avresti reso le vite di quelle magnifiche donne.
Pagina dopo pagina sono emerse come personaggi forti, donne tese verso un cammino che le ha portate alla ricerca della loro essenza più profonda e sono rimaste incise nella mia memoria come un affresco indimenticabile. Non vedo l'ora di rileggere la loro storia che ora ha un titolo bellissimo "Le strade del mare".

Sergio Mateus Squilanti - giornalista Brasile 19 maggio 2014

Non ho letto il libro. Aspetto che venga tradotto in brasiliano. L'ho però vissuto. Ero quello con il - bacile/bacia - che rappresentava il - bacino amazzonico/Bacia Amazônica - in mano.
Spero abbia il gran successo che merita.

Germana Tomatis - Terapista della riabilitazione, psicomotricista Milano 18 maggio 2014

Ho avuto il privilegio di leggere il libro di Rosi appena finito e sono stata subito trasportata in questa saga familiare piena di luce e di umanità . Il libro parla di radici antiche , di dolore , di lotta per vivere e di terre lontane, scritto con passione e amore dove rosi parla di se stessa attraverso le donne della sua famiglia e descrive insieme al coraggio e alla determinazione anche la vulnerabilità e la sofferenza con cui tutti i personaggi vivono e scelgono.

Monica Gilardetti - attrice Bagnolo Mella BS 14 maggio 2014

Cesarina Cosima e Erminia rappresentano tre generazioni di donne, ognuna con la sua storia e con le proprie modalità e la propria lingua per raccontarla. Sono figure cesellate,  colte in un attimo particolare della loro vita, “fotografate” e immobili eppure estremamente dinamiche. La concretezza delle immagini utilizzate nei loro racconti e la vivacità della lingua, suscitano riverberi nel lettore, che si identifica con la madre, la figlia e la nonna e riconosce nella loro storia echi della propria.

Margherita Fasani - donna delle pulizie ex tossicodipendente Brescia 14 maggio 2014

Ho letto "Strade del mare" per la conoscenza relativa dell'autrice. Ora mi chiedo se prenderei questo libro dallo scaffale di una libreria spinta a leggerlo per motivi diversi: SI - infatti l'intreccio delle storie descritte al suo interno sono vita, nella quale riconoscere nonne, mamme noi stesse; il tutto senza mai perdere la voglia di voltare pagina e scoprire cosa riserva la successiva.

Giuseppe Alibrandi - docente universitario Messina 12 maggio 2014

Di stampo autobiografico, il romanzo descrive la vita di tre donne, tre generazioni, che si svolge tra due continenti, Europa (Italia) - America (Brasile), durante tutto il XX secolo. l'io narrante è costituito dalle tre donne che, in prima persona, raccontano le vicende della loro vita che si sviluppa in un intreccio continuo di periodi storici, di luoghi e di personaggi, di viaggi di andata e di ritorni. Una immagine di umanità che si sforza di vivere, che subisce il volere del destino e, nello stesso tempo, cerca in tutti i modi di forzarlo in direzioni altre. Una umanità incastrata in avvenimenti molto più grandi fatti di guerre, di crisi economiche e di dittature e che, comunque, si deve districare nelle piccole-grandi vicende della vita quotidiana in un conflitto continuo fra la ricerca di un indefinito futuro migliore e la tragica spinta verso direzioni non volute. La Sicilia e il NordEst sono accomunati all'inizio del '900 dalla disperazione e dalla speranza in un futuro diverso attraverso l'emigrazione, problema che giganteggia in tutta la sua drammaticità e sottolineato dalle condizioni di degrado sociale. Il problema dell'immigrazione è ancora lontano ma, anche se non esplicitamente voluto dall'autrice, aleggia spesso nell'aria.
Nonostante siano le tre donne a parlare, l'autrice è la donna #3 e, necessariamente, le donne #1 e #2 sono sue proiezioni. I fatti raccontati sono quindi un miscuglio di avvenimenti storici, di fantasia e di proiezioni personali in cui si evidenzia l'intensità emotiva e il coinvolgimento totale dell'autrice. Chi scrive ha urgenza di esprimere i suoi sentimenti e lo fa in una sorta di psicodramma dove si intersecano rancore e sensi di colpa, amore e nostalgia, diversità e consuetudine in un vortice senza soluzione di continuità che rappresenta la condizione umana.

Graziella Sturniolo - Funzionaria Comunale Messina 12 maggio 2014

Ho letto il libro senza "soluzione di continuità"!
Mi sono lasciata coinvolgere dall'ambientazione del racconto, preminentemente autobiografico, in parte ambientato in Sicilia, terra molto amata ma, anche, molto spesso odiata da noi donne che ci portiamo dietro il retaggio di una terra pensata "al maschile"! Ne "Le strade del mare" le tre protagoniste riescono ad imbrigliare il loro destino, nonostante questo le porti ad "errare" tra due continenti, e non si lasciano sopraffare dalle regole di una terra che avrebbe potuto renderle "vittime"! Ne escono da protagoniste, padrone del loro cammino, spesso triste ma non subìto!
Mi sono lasciata coinvolgere dai loro sentimenti di amore/odio nei confronti della generazione precedente! Sensi di colpa, rimpianti e scrupoli che non hanno però impedito loro di vivere la "loro" vita, in tutte le sfaccettature della loro diversita'.
Mi sono lasciata coinvolgere dal titolo "Le strade del mare", lo sento "anticipatore" di ciò che la Sicilia sta vivendo oggi! Il problema dell'emigrazione/immigrazione, sfiorato nel libro, non avrebbe potuto meglio essere compendiato nel suo titolo! " Le strade del mare".......il corridoio umanitario che si sta cercando di realizzare oggi in Sicilia per lasciare una qualche speranza a chi è costretto a lasciare la propria terra per cercare una possibilità di vita altrove!
Lo rileggerò, rileggerò di queste tre donne che tanto mi hanno colpito e spesso commosso!