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Rosi Polimeni è nata in Brasile dove ha vissuto fino a diciotto anni, figlia e nipote di due donne che hanno attraversato più volte l’oceano fra Brasile e Italia in viaggi imposti o scelti nella ricerca di un cambiamento.
Anche lei si trova, come predestinata, ad attraversare quell’oceano.
Donne che vanno e vengono, come onde del mare.
In Brasile ha attraversato la dittatura, suonato in un gruppo rock femminile e iniziato a dedicarsi alla composizione e alla scrittura.
In Italia ha vagabondato fra varie regioni sempre alla ricerca, come le sue progenitrici, di riappropriarsi di un pezzetto, almeno, della propria vita.
A cinquanta anni, dopo una lunga pausa matrimoniale, inizia a riprendere le proprie passioni, fra le quali la scrittura.
Pubblica racconti on-line e un racconto per la casa editrice Mondadori nell’antologia Pressoché amanti.
Nel 2010 riceve l’invito di scrivere in portoghese un racconto per un libro di racconti che è stato pubblicato in Brasile: Nei tempi del bar Rex, nel quale racconta del fratello, assassinato durante il periodo della dittatura.

Il manoscritto “Le strade del Mare”,  è stato riposto per anni in vari cassetti, attraversando con l’autrice i suoi vari traslochi finché un giorno, dietro l’invito pressante di tutt* quell* che avevano sentito la trama, ha preso la forma di un romanzo che, oltre alle indubbie capacità letterarie che emergono dalla lettura e alla sua godibilità, merita diffusione proprio a causa di un momento come quello attuale, in cui per tanti motivi si tende a dimenticare la storia ( e le storie che in essa hanno luogo ) proprio quando sarebbe cosa saggia e sana ricordarsene.